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Il progetto del giovane scultore Antonio Barbieri (Rho, 1985), si ispira al famoso libro Kunstformen der Natur (Le forme artistiche della natura) del 1904 che comprende una raccolta di 100 litografie e stampe autotipiche del biologo tedesco Ernst Hëckel, rappresentanti diversi organismi, sia vegetali, sia animali, molti dei quali descritti per la prima volta.

Muovendosi liberamente tra le immagini colorate e le svariate forme naturali proposte dalle tavole di Hëckel, Barbieri ha elaborato un’ampia serie di lavori plastici, di disegni e oggetti di diverse dimensioni e materiali che saranno disposti nello spazio, a terra o alle pareti senza soluzione di continuità, sollecitando associazioni formali e cromatiche tali da creare un tipo di ambiente simile ad un laboratorio di biologia, in cui lo scambio reciproco tra arte e natura vuole restituire una visione d’insieme caleidoscopica data dal continuo variare di elementi fitomorfici e geometrici, stilizzati e ornamentali.

Il progetto espositivo – curato da Davide Sarchioni e pensato in site specific per lo spazio espositivo del Vetrya Corporate Campus – evidenzia gli esiti più recenti della ricerca di Barbieri la cui indagine plastica, volta a rintracciare approcci sempre nuovi alle differenti problematiche legate alla forma e al volume, scaturisce ora da una riflessione sulla natura come sorgente di nuove soluzioni formali ed è affrontata, di opera in opera, come interrogazione continua sulla costituzione e l’evoluzione delle diverse forme naturali, che vengono studiate e riformulate in elaborazioni artistiche utilizzando programmi di modellazione tridimensionale.